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Aporie-Testata

"Ricordo bene il nonno mio Donato
Scortecci lo chiamavano Buricco.
Fu lui che i primi versi mi ha insegnato
di sue esperienze e che mi rese ricco:
oh chissà in quanti luoghi avrà cantato!
Ovunque andava lui faceva spicco:
lo ricordo paziente e assai tenace
d'infondermi passione fu capace".

(Romanelli 1980: 22)

 

Agricoltore e artigiano di Le Pietre (AR), risulta attivo intorno al 1930. Nonno materno di Edilio Romanelli a cui insegnò i primi rudimenti dell'arte dell'ottava.
Romanelli 1982: 53 così lo ricorda: "Mio nonno materno, uomo tutto d'un pezzo, appariva un po' rude ma lo ricordo che aveva un animo buono e generoso. Fin da bambino avevo molta ammirazione per lui e spesso restavo per lungo tempo a casa sua anche a dormire, dato che abitava alle Pietre, 3-4 km dalla città di Arezzo. L'ascoltavo per ore quando leggeva e, a bassa voce, canticchiava le rime. Appena grandicello, a volte di nascosto, l'andavo ad ascoltare nelle osterie, oppure in varie riunioni poetiche dove gareggiavano a contrasto i poeti di quell'epoca. Avevo molte cose scritte da lui, ma durante l'ultima guerra tutto quanto avevo di lui e di tanti altri poeti, sono finite sotto le macerie dei bombardamenti. Cerco a memoria di ricostruire una ottava rima improvvisata sulle quattro stagioni".

"Bello è il trimestre della primavera
ci fa scordare il freddo e i suoi rigori
è tutto verde mentre intanto impera
l'estate che ci porta i suoi colori,
l'autunno un'abbondanza lusinghiera
fornisce di buon frutti e di sapori,
poi torna il gelo crudo dell'inverno
così è natura nel suo ciclo eterno".